Sposarsi all'estero

La burocrazia

Occorre naturalmente fare una prima distinzione tra i tre tipi di cerimonia possibili. Per quella celebrativa non serve alcun documento perché si tratta solo di una “promessa” pronunciata all’interno della coppia, quindi senza alcuna validità e nessun documento da preparare. Alcuni di questi matrimoni possono essere celebrati da ministri anche di altre religioni, o per esempio sotto la benedizione di monaci buddhisti sia in India sia in Thailandia, per esempio, o ancora dal Capitano di una nave.

Per i matrimoni civili e cattolici occorre invece seguire bene la legge italiana e i dettami ecclesiastici come segue.

MATRIMONI CIVILI

L’art. 16 del DPR 396/2000 prevede che il matrimonio all’estero celebrato da un italiano può essere celebrato non solo davanti alle nostre autorità diplomatiche, ma assume piena validità in Italia anche quando viene celebrato dinnanzi alle autorità locali seguendo le leggi previste di quel paese. Naturalmente queste non devono essere in alcun modo in contrasto con i principi fondamentali del nostro ordinamento: per fare un esempio pratico non ci si può sposare in paesi che prevedano la poligamia se si è già contratto un matrimonio in Italia senza aver ottenuto la sentenza di divorzio o essere diventati vedovi! In assenza di un precedente vincolo matrimoniale invece nessun problema: una volta tornati in Italia sarà infatti sufficiente registrare il matrimonio contratto all’estero per essere a tutti gli effetti sposati in piena regola!

E’ importante anche segnalare che spesso non sono nemmeno richieste le pubblicazioni in Italia prima di contrarre matrimonio (tranne in quei paesi che le richiedono anticipatamente quale prova della capacità di potersi davvero sposare, quindi di averne i requisiti italiani), e che spesso non è possibile optare per il regime di separazione dei beni essendo questa una regola tutta italiana (il problema è comunque risolvibile tramite un’atto notarile).

Poiché ogni paese ha le proprie regole, non è qui possibile dare un elenco dei documenti necessari per sposarsi all’estero, ma indicativamente è sempre necessario produrre un certificato di nascita, uno di stato civile, l’eventuale certificato di divorzio o di vedovanza, e infine le copie dei passaporti validi. Molte sono le agenzie che si occupano di tutta la pratica burocratica, per lasciare ai futuri  Sposi solo l’incombenza di dire “Si”.

MATRIMONI CATTOLICI

In questo caso la regola è ancora più semplice, perché si tratta semplicemente di un matrimonio celebrato in una Diocesi diversa dalla propria, che questa sia nel Comune accanto al proprio o dall’altra parte del mondo poco importa… a sposarvi sarà infatti sempre un prete cattolico seguendo i sacri crismi del rito Cattolico. In questo caso sarà infatti sufficiente richiedere al proprio Parroco l’autorizzazione per sposarsi in un´altra chiesa, richiedere quindi oltre al nulla osta anche tutti i documenti necessari  (certificati di battesimo, cresima o comunione, ma anche il certificato di frequenza del costo pre-matrimoniale) e naturalmente contattare il Parroco della Diocesi estera prescelta.

C’è però da dire che, pur essendo pienamente legittimo richiedere di potersi sposare dove si desidera, in molti casi le mie coppie hanno affrontato più di una difficoltà per avere tale autorizzazione, in quanto in teoria sembra che tale scelta debba essere motivata, ma chiaramente tutto dipende dal proprio prete.

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